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Totore Chessa |
Totore Chessa è nato ad Irgoli, paese della Sardegna centro orientale, nel 1959. Un maestro che forse non ha mai avuto maestri. Da ragazzo, durante le sagre paesane, ascoltava e studiava organettisti come Mondo Vercellino, Francesco Maricosu e Giovanni Dessì. Totore Chessa probabilmente non ha mai avuto bisogno di andare a lezione di organetto diatonico. Oggi risulta evidente che questo grande artista di Irgoli la musica ce l’aveva proprio nel sangue e da lì si è sviluppata rapidamente, in modo naturale, con la prepotenza della passione e dei sentimenti. |
Luigi Lai |
Luigi Lai
é nato il 25 luglio 1932 a San Vito, nel Sàrrabus (Sardegna sud-orientale), zona ritenuta da molti la patria naturale delle launeddas, lo strumento più caratteristico della musica popolare sarda ed uno dei più antichi strumenti polifonici del bacino del Mediterraneo.
Egli ha intrapreso lo studio di questo strumento fin dall'età di 7 anni, dimostrando un grande talento artistico, ed acquisendo la tecnica esecutiva sotto la guida dei grandi maestri di launeddas, ora scomparsi, Efisio Melis e Antonio Lara, entrambi originari di Villaputzu. Alle launeddas ha sempre dedicato una cura costante attraverso un profondo impegno quotidiano, che non ha mai interrotto nemmeno quando ha dovuto trasferirsi per diversi anni in Svizzera, dove peraltro ha avuto l'opportunità di maturare la propria cultura musicale frequentando l'Accademia Musicale di Zurigo, studiando anche altri strumenti come le tastiere ed il sassofono.
Con grande passione e costante impegno ha acquisito quella sicura tecnica di esecuzione che unitamente alla sua personale sensibilità artistica fanno oggi di lui il più famoso ed apprezzato musicista delle launeddas.
A lui va riconosciuto il merito di aver elevato a massima espressione artistica la musica popolare sarda, e di aver contribuito a farla apprezzare non solo in tutta la Sardegna ma praticamente in tutto il mondo. Infatti ha partecipato a numerosissime manifestazioni musicali internazionali in Europa, in America, in Medio Oriente, fino al Giappone, riscuotendo ovunque grandi successi e positivi apprezzamenti dal pubblico e dalla critica musicale specializzata, ed ottenendo numerosi riconoscimenti ufficiali. Egli ha spesso collaborato con numerosi interpreti della musica popolare sarda, come ad esempio la scomparsa Maria Carta, i Tenores "Remunnu e Locu" di Bitti o i Tenores di Neoneli; inoltre ha ricorrentemente proposto interessanti confronti tra la musica delle launeddas e diverse espressioni musicali, dalla musica leggera al jazz, collaborando con artisti di fama nazionale ed internazionale (come ad esempio Angelo Branduardi, Paolo Fresu, Enrico Rava, Tullio DePiscopo, Enzo Avitabile, e tanti altri). Di recente ha anche esplorato le sonorità create con l'elaborazione elettronica della musica delle launeddas, ed è arrivato a proporre un ruolo fondamentale delle launeddas nella musica da camera in chiave contemporanea, o anche riscoprendo brani di estrazione classica adattabili alle launeddas.
Nel corso della sua lunga attività, ha prodotto diverse incisioni discografiche, sia in collaborazione con altri artisti, che come solista, fra cui di notevole qualità artistica si ricordano "Is Launeddas" (Vol. 1° e Vol. 2°) del 1985, "Canne in Armonia" del 1997 e "S'arreppiccu" del 2003. Da sempre ha dedicato il suo impegno a trasmettere l'arte delle launeddas a tantissimi appassionati, per lo più giovanissimi, attraverso la ricorrente realizzazione di varie Scuole di Launeddas in diverse parti dell'Isola, offrendo l'opportunità a tantissimi allievi di apprendere almeno le tecniche esecutive basilari, e seguendo poi direttamente la preparazione di alcuni allievi dotati di particolare talento. In questo spirito di diffusione dell'arte musicale delle launeddas, egli ha recentemente pubblicato il manuale "Metodo per le launeddas" in due lingue (italiano e inglese), opera didattica unica nel suo genere, che si propone l'obiettivo di raggiungere ovunque i tantissimi interessati all'apprendimento delle fondamentali tecniche di questo caratteristico strumento. |
Gavino Murgia |
Gavino Murgia
Nato a Nuoro, ha cominciato a studiare musica e sax alto a quattordici anni, come autodidatta. Presto ha intrapreso un'intensa attività musicale suonando con diversi gruppi, anche in contesti teatrali. Il tipo di musica su cui ha soprattutto concentrato la sua attenzione è il jazz.
Ha suonato con molti gruppi nei più importanti festivals italiani e stranieri, in Polonia, Austria, Spagna, Finlandia, Svizzera, Germania, Francia, Russia, Sud Africa, Cuba, Usa. Ha suonato con musicisti quali Mal Waldron, Rabih Abou Khalil, Paolo Fresu, Don Moye, Gianluigi Trovesi, Michel Godard, Pietro Tonolo, Djivan Gasparian, Sainkho Namchylak, Al Di Meola e altri. Al presente la sua ricerca concerne le sonorità della musica sarda e in particolare l'uso della voce con un sassofono e altri strumenti tipici dell'isola, in un contesto musicale moderno.
La produzione e la metodologia propriamente etnica si svolge nei diversi campi inerenti la valorizzazione e la crescita di una terra, la Sardegna, capace di esprimere una pluralità di espressioni sonore legate all'uso di strumenti tradizionali e all'incontro con i suoni di altre culture; una visione che dà come risultato non un mero ed esclusivo incontro sonoro, ma diventa lo strumento di dialogo tra le culture, alla ricerca di quella universalità che sottedende l'essenza stessa della vita dei popoli.
Le launeddas, strumento polifonico costituito da tre canne, due melodiche (mancosa e mancosedda) e una di bordone (tumbu), rappresentano uno dei primi accompagnamenti alla danza. L'esiguo numero di note in grado di produrre una melodia (4+4) è supportato da diversi strumenti che hanno differenti rapporti rispetto alla tonica.
Il canto a tenore rappresenta l'immagine di una Sardegna costituita da differenti espressioni di musicalità popolare. Canto come imitazione della natura madre, espresso attraverso suoni gutturali e primordiali. |
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